Episodio 4 - La vita agra

La città ti stressa, la provincia ti salva?

E se vivere fuori città non fosse sempre meglio?

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Di cosa parla l'episodio?

In città c’è tutto, ma costa cara (e spesso ti consuma). In provincia si risparmia, ma magari sei l’unico vegano nel raggio di 30 km. Con il comico Fulvio Venanzini esploriamo miti e verità della vita fuori dai centri urbani: è davvero più semplice, più sana, più umana? Oppure la vita agra… è agra ovunque?

L'ospite

Fulvio Venanzini è un comico di stand-up che vive a Montefiascone, in provincia di Viterbo. Quindi una provincia vicino a una grande città, Roma. Nei suoi pezzi parla spesso di quanto possa essere strano sentirsi ‘diversi’ in un piccolo centro. È vegano – e già questo lo rende un caso raro nella sua zona – e racconta spesso come alcune scelte di vita siano viste in modo completamente diverso tra città e provincia.

Alice
Ciao, sono Alice Oliveri e oggi abbiamo chiesto alle persone se preferiscono la città o la provincia.

Contenuti esterni
Della vita in città apprezzo principalmente il fatto di avere a disposizione un sacco di proposte culturali in più e di eventi rispetto alla provincia, che è morta.
La possibilità di conoscere più realtà che sicuramente in provincia è una cosa che limita molto.
È come se la città ti offrisse sempre una possibilità, in realtà.
Per come sono fatta io, preferisco magari stare un po' più isolata, ma bene.
Quello che c'è in provincia, e che in città mi manca sostanzialmente, appunto, è il rapporto con le persone, che è più continuativo.
Ho una certa forma di grettezza, un po' di chiusura, ma adesso non è più così. Perché adesso i giovani sono sciroccati sia in provincia che in città.

Alice
C'è chi dice che la vita in provincia sia più sana, più semplice e più vera.
E c'è chi dice che in città ci siano più opportunità, più comodità, più vita.
Vivere in provincia però vuol dire anche essere distanti da tutto, dover usare per forza sempre l'automobile, e vivere in una grande città può portare anche un po' di smarrimento e di fatica.
Nella Vita agra lo scrittore Luciano Bianciardi descrive il contrasto tra il mondo provinciale e quello urbano, dove "agra" ha sempre il doppio significato di ruralità e amarezza.
Si può vivere una vita agra nel senso di agraria, ma anche nel senso di faticosa. Dove si vive davvero meglio, in provincia o in città?
Io sono Alice Oliveri e questo è Change My Mind, il podcast che sfida le convinzioni e i luoghi comuni del nostro tempo.

Quante volte abbiamo sentito frasi come "Dopo un po’ la città ti consuma" o "La provincia è noiosa"?
C'è chi dice che nei piccoli centri la qualità della vita sia più alta, ma c'è anche chi non sopporterebbe mai di viverci.
E c'è chi dice che in provincia non succede mai niente, ma magari una persona ha voglia di stare in un posto dove le cose vanno più lentamente.
Chi vince quindi: provincia o città?
Per parlarne con noi abbiamo invitato Fulvio Venanzini.

Fulvio Venanzini è un comico di stand-up che vive a Montefiascone, in provincia di Viterbo, quindi diciamo una provincia vicina a una grande città, che è Roma.Nei suoi pezzi parla spesso di quanto possa essere strano sentirsi diversi, diciamo così, in un piccolo centro. È vegano e già questo lo rende un caso raro nella sua zona, e racconta spesso come alcune scelte di vita siano viste in modo completamente diverso tra città e provincia. Quindi insomma, benvenuto Fulvio.

Fulvio
Grazie.

Alice
E partiamo dalle basi. Allora, la vita in provincia è davvero così tranquilla e rilassante come dicono, o è un falso mito?

Fulvio
Mah, diciamo che è un po’ romanticizzata la vita di provincia, i paesi, specie quelli un po’ da cartolina come il mio. In realtà ci sono degli elementi di stress, poi c’è pure molto disagio in realtà. Io ti dico la mia, nel senso, parlo per esperienza diretta.
Io vivo un po' in campagna, ma anche qui non c'è tanto relax, perché comunque ci sono screzi col vicinato, incendi, cacciatori, animali selvatici che invadono casa e che devi salvare… insomma, più tutto il disagio che c'è in provincia.

Alice
Senti, e com'è la tua giornata tipo rispetto a chi vive a Roma, per esempio, che appunto è una città molto grande, ma anche abbastanza vicina alla tua città d'origine?

Fulvio
Beh, diciamo 100 km… eh, non è proprio vicinissimo.
La città più vicina qui è Viterbo, ma Viterbo è un grosso paese, dove non fai un grande progresso andando da Montefiascone a Viterbo.Qui la vita sociale d'estate è un po' più viva: esco la sera, poi – come dicevo – c'è il Festival del Cinema, c'è la festa della birra con un po' di gruppi che suonano, c’è il lago… ecco, il Lago di Bolsena, un'altra cosa per cui è famoso Montefiascone.
Per il resto la mia giornata, a parte che sono un po' casalingo, un po' solitario, diciamo… però, per esempio, d'inverno la mia giornata è nulla: è uscire col cane, stare a casa e andare a fare la spesa. Perché ci sono due bar, non c'è un paese, è un po' morto.

Alice
Nei tuoi monologhi racconti spesso che alcuni aspetti della tua vita sono accolti in modo diverso in provincia rispetto alla città. Ci fai un esempio?

Fulvio
Per esempio, vabbè, già hai introdotto il veganismo che, diciamo, è quello che ormai mi contraddistingue pure come comico. Perché insomma, è già una minoranza in generale in Italia, e qui – per esempio – è ancora meno sdoganato rispetto a Roma, no?Qui, per esempio, sono andato a fare uno spettacolo in una sagra, proprio nella mia parrocchia. Già dici: "Perché fare una sagra, eh?". Perché i Comedy Club non ci stanno manco a Roma, figuriamoci a Montefiascone. E quando mi hanno proposto i ravioli con la ricotta – che era il mio dolce preferito, però io da 20 anni non li posso mangiare, da 17 anni – questa persona dice: "Oh, ma magnate un raviolo!".
Le dico: "Ma non li posso mangiare perché sono vegano".
E lei: "Eh beh, mica ti fa male!".Ma non è un fatto di salute. Dieci minuti a spiegargli che nel 2025 un vegano non mangia la ricotta per motivi etici.Quindi ecco, questo. Poi che ne so, anche l'ateismo. L'ateismo pure è ancora visto male. Pochi anni fa una ragazza mi disse: "Ma tu sei ateo? Ma non sei per le sette, vero?".

Alice
Cioè, quindi c'è un po' di confusione qui.

Fulvio
Molta confusione.

Alice
Uno dei motivi per cui molti scelgono di lasciare la città, di solito, è il costo della vita. Si risparmia davvero a vivere in provincia o ci sono dei costi che le persone si dimenticano di considerare?

Fulvio
Vabbè, come costi ovviamente il paese, la provincia, è più economica. Certo, quello non c'è dubbio, specie rispetto a Roma, dove gli affitti sono proibitivi. Quindi sì, direi che si risparmia. Però ne paghi in quanto a livello di vita sociale, di opportunità.Poi certo, c'è pure chi approfitta e ti fa pagare un bicchiere di vino 6 euro… però quello dipende dal singolo. In generale sì, la vita qui chiaramente è più economica.

Alice
A proposito di vita sociale, si dice spesso che in provincia sia un po' più diretta, cioè che le comunità siano più solide, più forti.
Dall'altro lato, però, le persone sono sempre un po' le stesse. Cioè, se ti lasci – per esempio – col fidanzato, in provincia poi te lo ritrovi dappertutto quando giri per il paese.
Com'è veramente la vita sociale in provincia?

Fulvio
Questa delle comunità più solide è proprio un luogo comune, uno stereotipo.
Io ti parlo sempre per esperienza diretta: non c'è comunità solida, qui non c'è socialità. Anzi, c'è frammentazione, c'è snobismo, c'è l’itarismo. Io ti ripeto, parlo per Montefiascone che è un paese particolare, perché c’ha un piccolo centro e varie frazioni. Quindi è proprio frammentato, dispersivo. E già le varie frazioni, anticamente… cioè, anticamente… vent’anni fa, erano in guerra tra loro.
Non ci si saluta. Qui ci si conosce ma non ci si saluta.
Quindi è peggio della città: da questo punto di vista non c’è solidarietà.
Cioè, i miei vicini non mi salutano. Vicini di casa che conosco da 40 anni, eh!
Magari uno di Roma che viene qua in vacanza mi saluta, perché non ha quella mentalità provinciale e ci tiene a socializzare, no?Qui c'è molta chiusura, molta invidia… non lo so, comunque non c'è assolutamente una comunità più solida, questo lo escludo.
Poi, certo, se vado in città è più facile trovare i propri simili, il proprio target.
Qui, per dire, no: se ti piace la musica Sui Gates ci sei solo tu; se sei vegano, ci sei solo tu.

Alice
Tu fai il comico e quindi possiamo parlare anche di un altro grande tema, che è quello del lavoro. Cioè, molti pensano che in provincia ci siano meno opportunità e quindi poi partono per le città per trovarne altre.
Ci sono anche un sacco di film che raccontano il viaggio dalla provincia alla metropoli per realizzare i sogni, no?
Per esempio la serie sugli 883 è tutta su quello.
Ecco, ma nell'era del digitale, dello smart working, secondo te è ancora così? Anche per te, appunto, che fai il comico?

Fulvio
Beh, sì. Dal Covid in poi con lo smart working si è un po’, diciamo, appiattito tutto.
Le opportunità sono diventate un po' più democratiche da un certo punto di vista, per chi fa un lavoro da impiegato. Però certo, per determinati lavori, specie quelli artistici, la città è ancora imprescindibile.Roma e Milano sono la Mecca. Per me è stato molto, molto limitante vivere qui. Perché qui, ripeto, non solo non ci sono i comedy club (come in tutta Italia)… non ci sono i club, cioè non ci sono i live club, non c'è niente. Quindi devi fare serate in posti improbabili, oppure andare sempre in trasferta fuori, e comunque non entri mai nella scena. Perdi tante opportunità, quello è importante.Al di là del lato economico – che Roma non è certo un bell’esempio per chi fa il mio lavoro – però per networking, per le opportunità, per i famosi contatti, è fondamentale.
Qui chi ti vede? Non è che arriva l’autore e ti vede alla sagra del raviolo costarolo.

Alice
Quali sono invece le professioni più compatibili con la vita di provincia?

Fulvio
Io direi quelle in cui si guadagna poco, perché almeno qui c’hai meno costi e quindi ammortizzi meglio. Perché ho vissuto a Roma sporadicamente, per dei periodi limitati, però c’è un’amica che fa l’impiegata a Roma e per andare sul posto di lavoro ci mette un’ora.Quindi dico: mamma mia, un incubo. Cioè, lì stai bene secondo me se sei ricco; se sei medio fatichi, se sei ricco stai bene. Mentre qui fai una vita più regolare, forse più noiosa, però meno stressante.
Questo è un po' banale, però ecco: qualsiasi lavoro medio-basso, secondo me, è meglio in provincia.

Alice
E invece, da comico, cosa cambierebbe nella tua carriera se vivessi in una delle due grandi città dello spettacolo, quindi Roma e Milano nel caso dell’Italia, e invece Londra – per esempio – nel caso di una grande capitale mondiale?

Fulvio
Come ti dicevo, tutto cambia radicalmente. Vabbè, lasciamo stare l’Europa, adesso parliamo dell’Italia.Sicuramente, se tu entri nella scena romana o milanese hai più probabilità di farti notare. Banalmente, un autore passa nel locale e, se sei bravo, ti vede: c’è più probabilità di emergere.Al contempo c’è più saturazione adesso nel mercato, perché ormai tutti fanno stand-up comedy.Quando io ho iniziato, se avessi frequentato di più Roma – parliamo del 2017 – eravamo cinque in tutto. Allora sarebbe stato magari un vantaggio.Oggi non so se sarebbe un vantaggio, però certamente, con l’esperienza che ho oggi, se potessi vivere a Roma sarebbe meglio. Perché banalmente puoi fare più palestra, cioè puoi andare sul palco più spesso, che è fondamentale per la stand-up comedy. Io, purtroppo devo dirlo, ho fatto periodi in cui andavo sul palco due volte al mese… che è una follia per il mondo civilizzato. Però qui dove vai? Non ci sono proprio le infrastrutture. Questo vale anche a livello italiano.Avrei sicuramente perso meno tempo e forse avrei fatto più progressi, però allo stesso tempo non sarei io come comico, con la mia peculiarità.

Alice
Certo. Penso che anche molte ispirazioni ti vengano proprio dalla vita di provincia, no? Se la racconti, quindi.Fulvio
Certo. E infatti è un’arma a doppio taglio.

Alice
Facciamo un gioco molto rapido e facile. Io ti dico una frase e tu mi devi rispondere "città" o "provincia", magari con una breve motivazione sul perché hai scelto una delle due.
Per esempio: trovare un buon ristorante vegano.

Fulvio
Città, ovviamente. Adesso è pieno, è sdoganato il veganismo.

Alice
Farsi gli affari propri?

Fulvio
Città. Comunque cambi zona, non ti conosce nessuno. Qui ci conosciamo tutti, ma si parla dietro, ci si fa gli affari degli altri… e poi non ci si saluta.

Alice
Fare in modo che gli altri si facciano gli affari propri?

Fulvio
Sempre città, per lo stesso motivo.

Alice
E la gente più strana?

Fulvio
Provincia. Assolutamente. Io ho girato un po’ di città, ma i personaggi folkloristici che ho trovato qui, in questo paese, non li ho trovati da nessun’altra parte. Poi certo, il mio paese è particolare… non so gli altri.

Alice
Trovare qualcosa di figo da fare la sera?

Fulvio
Città. Perché qui, di figo la sera, c’è solo un mese d’estate.

Alice
Dov’è che il tempo passa più velocemente?

Fulvio
Contrariamente a quello che uno pensa, secondo me lo scorrere del tempo veloce è dato dalle giornate tutte uguali. Una settimana vola perché ogni giorno è uguale all’altro. Mentre magari a Roma fai più cose, hai più ricordi, la vita è scandita dagli eventi.

Alice
Quindi, insomma, per te possiamo dire che la città vince sulla provincia, anche sui luoghi comuni. Giusto?

Fulvio
Sì, perché ci metto in mezzo la mia esperienza personale, le mie prerogative, il mio lavoro.
Certo, tanta gente da Roma viene qui a vivere perché è stressata. Una bella villa sul lago e stai a posto. Però crescere qui è un altro discorso.

Alice
Grazie Fulvio per la tua testimonianza e in bocca al lupo per tutto.

Fulvio
Grazie a te, Alice.

Alice
In questa puntata abbiamo scoperto che vivere in provincia non è sempre sinonimo di tranquillità e che la città non è solo stress e caos.
Tutte e due possono essere stressanti o entusiasmanti allo stesso modo. Dipende un po’ da cosa vogliamo fare e da come ci piace vivere le cose.

Con Fulvio abbiamo visto che molto dipende da chi sei, cosa fai e cosa cerchi nella vita.Se vi è piaciuto questo podcast, se volete scoprire qual è il prossimo tema su cui cambieremo idea, iscrivetevi, premete follow sulla vostra app di ascolto e attivate la campanellina per ricevere una notifica ogni volta che esce una nuova puntata.Ci sentiamo al prossimo episodio, per vedere su quale tema proveremo a cambiare idea insieme.Change My Mind è un podcast Flee, prodotto da Hypercast, con Alice Valerio Oliveri.
Direzione creativa: Raffaele Costantino.
Autore: Federico Lai.
Registrazione, editing, montaggio e musiche originali: Maurizio Bilancioni.
Project Manager: Giulia Macciocca.